L’autonomia scolastica e lo stato moderno

In uno Stato moderno e civile vi sono alcuni principi che vanno
rispettati quali ad esempio la divisione dei 3 poteri:  legislativo,
esecutivo,  giudiziario, teorizzata da
Montesquieu o l’indipendenza tra Stato e Chiesa. Montalembert ha
coniato la frase: Libera Chiesa in libero Stato.
Dante teorizzava l’indipendenza del potere politico da quello
ecclesiastico : l’uno doveva  curarsi della felicità terrena, l’altro
di quella celeste, come due Soli autonomi ed indipendenti.
Anche scienza  e politica sono due poteri che devono essere autonomi e
indipendenti l’uno dall’altro.

Quando questi principi vengono messi in discussione e si confondono
tra loro, succedono disastri.
È sufficiente pensare a Galileo Galilei,  il padre della scienza
moderna e del metodo scientifico, basato sull’osservazione oggettiva
della realtà.
Processato dalla Chiesa di Roma, cercò di spiegare da cattolico la
teoria eliocentrica prima di essere costretto ad abiurare.
Il non rispetto  dell’indipendenza dei poteri dello Stato liberale ha
avuto conseguenze drammatiche nei tempi passati : il giacobinismo, il
centralismo democratico del comunismo, lo stato autoritario, che
riunisce tutti i poteri nel capo o führer o leader che dir si voglia.
Anche Scienza e Politica debbono avere sfere d’influenza autonome.
La Politica deve favorire la Scienza investendo su ricerca ed
innovazione, senza condizionarla, men che meno può la Politica pensare
di censurare la Scienza se il campo d’indagine viene svolto secondo le
regole deontologiche e del rispetto dei diritti umani nazionali e
internazionali.
Ultimamente invece la Politica pensa di saperne di più degli
scienziati ed allora mette in discussione i vaccini ad esempio o cerca
d’imporre il metodo “stamina”, quante mozioni o pronunciamenti della
politica hanno cavalcato le più avventurose campagne
pseudo-scientifiche, pur di conquistarsi una manciata di voti?
Ma ciò che danneggia maggiormente è il vizio di intervenire ad ogni
piè sospinto in quella che è la fucina della Scienza e cioè la Scuola.
Tutte le forze politiche si sono cimentate in questo esercizio.
La Scuola gode dal 2000 di autonomia amministrativa, didattica e
organizzativa nel rispetto delle norme generali sull’istruzione
emanate dallo Stato, ma soprattutto  esiste l’articolo 33 della
Costituzione che afferma:”L’arte e la scienza sono libere e libero ne
è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali
sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e
gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti
di educazione, senza oneri per lo Stato.”
Articolo questo largamente disatteso da destra, da sinistra e dal
centro, le Scuole private ottengono infatti notevoli risorse dall’Ente
pubblico:  Stato, Regioni e a volte anche Comuni.
Destra, Sinistra e Centro si sono poi ampiamente esercitate nel
riscrivere o correggere i programmi scolastici, in maniera
pleonastica, a volte, solo per poter certificare la loro esistenza, mi
riferisco alle leggine in cui si sosteneva la necessità di insegnare
la storia locale.
Leggi inutili perché da sempre si parte dal locale e dal vissuto per
poi estendere la conoscenza al lontano da sé.
Leggi incostituzionali perché la libertà d’insegnamento non può essere
compressa o condizionata politicamente.
Per non parlare delle continue riforme del sistema dell’istruzione e
della formazione che avrebbero dovuto accorciare i tempi della
formazione, per competere con il resto del mondo. Il risultato è sotto
gli occhi di tutti, per ottenere una laurea magistrale ci si mette un
anno di più rispetto al sistema precedente ! Chapeau !

Il dibattito attuale sulla verifica dei progetti cosiddetti “gender”,
ma che hanno il semplice obiettivo di superare i pregiudizi e gli
stereotipi di genere, che danneggiano soprattutto le donne, è il
frutto anch’esso dell’intromissione della politica nella scuola.

Insomma vista la piega che ha preso la Politica di voler
strumentalizzare anche la Scuola è meglio che la politica faccia un
passo di lato e istituisca un’Autorità indipendente, nominata ad
esempio dall’Università , dagli Istituti di Ricerca e così oggi non
dovremmo assistere a conflitti reazionari, che si trasformano in atti
censori in relazione al video dell’Altalena, ad esempio.
Una riflessione “L’Altalena” lo merita, perché non c’è dubbio che le
affermazioni della Rossato sull’occupazione dei parchi gioco da parte
dei figli degli immigrati, con il corollario che la Consigliera non
legge “libri”, meritavano una risposta, che la Politica non ha dato,
al di là delle sterili polemiche.
La realizzazione del video contiene un messaggio bello, necessario in
un clima brutto anche in Trentino e la volontà indagatoria e speriamo
non censoria da parte della Politica, rientra nel vizio di
condizionare la Conoscenza.

Personalmente, quando ero ancora una docente della scuola statale,
vedevo con preoccupazione la provincializzazione della Scuola
trentina, perché troppo vicina e condizionabile dal potere Politico e
il timore si è manifestato reale e nocivo e quindi verrebbe da dire
“Giù tutte le mani, di destra, sinistra e centro, dalla Scuola
pubblica”.

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