Quousque tandem abutere, Sgarbi, patientia nostra

Quousque tandem abutere, Sgarbi, patientia nostra

Quamdiu etiam furor iste tuus nos eludet? Quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?»
(“Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?».
“Quanto a lungo ancora codesta tua follia si prenderà gioco di noi? Fino a che punto si spingerà [la tua] sfrenata audacia?»)
Che altro dire dell’ultima esternazione volgare in cui Sgarbi si trasforma in medico ed esperto di epidemie e insulta chi di mestiere e di indiscussa professionalità come Burioni o Pregliasco sono titolati ad esprimere opinioni e a dare indicazioni per fermare e combattere questa pandemia.
 
Ma chi si crede di essere Sgarbi?
Un tuttologo che tutto sa, solo perché è un Parlamentare, un Sindaco, un pro sindaco, un Presidente di Museo, un Presidente di Fondazione, un consigliere regionale.
Sicuramente si è montato la testa e visto che occupa più sedie di quanto un essere dotato di buon senso potrebbe aspirare ad assumere, sentendosi un discendente diretto di Zeus, pensa ora di aver diritto di sproloquiare su ogni tema, anche in campo medico e di conoscere l’evolversi di un Virus, dal latino veleno, sconosciuto nell’evoluzione e per cui non si conosce al momento una cura sintomatica certa.
 
Ma il divino Sgarbi, sa tutto e invita a non rispettare i divieti e le norme draconiane e necessarie che vengono apprezzate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
 
Ma naturalmente la scienza infusa e onnisciente di Sgarbi è superiore a tutto e tutti.
Sgarbi taci e rinuncia, con un minimo di senso civico, a sparare sciocchezze demenziali e pericolose e forse pensa a rinunciare ad un po’ di sedie, in fondo hai un unico fondo schiena e altri potrebbero certamente occuparsi meglio di te di tante cose, come ad esempio occuparsi della Presidenza del Mart, mentre anche in questo caso, o divino Sgarbi, pensi, erroneamente, di riuscire a svolgere il compito non facile di Presidente, di direttore artistico, scientifico e forse anche di curatore.

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